| Not. 384/2010 - Commento del Segretario Generale - Auguri di buone ferie |
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AUGURI DI BUONE FERIE
Anche se in ritardo per molti, ma non certo per tutti coloro che ancora devono godere delle meritate ferie estive consentitemi, anche quest’anno, di formularVI un sincero augurio di buone ferie estive.
In particolare, quest’anno dovremo, con grande serenità, ritemprarci anche fisicamente, oltre che mentalmente, poiché ci attendono strategie tutorie complesse e delicate, ma sempre mirate a tutelarci, specie da chi pensa, egoisticamente ed irresponsabilmente, che il teorema gestorio-lavorativo possa svilupparsi sulla direttrice: meno soldi, più lavoro, meno pensioni e meno garanzie sindacali e contrattuali. Noi, tutti insieme, sapremo difenderci, con sempre più determinazione, perché non siamo figli di un Dio minore, siamo invece liberi di determinare il nostro futuro lavorativo, senza condizionamenti di sorta.
Sul mondo del lavoro, sulla regolamentazione contrattuale, sulle prerogative sindacali ma, soprattutto, su noi lavoratrici e lavoratori incombono disegni demolitivi di un “mondo di garanzie”, poiché si è sviluppata una tesi gestoria assolutamente non garantista per chi nell’A.F. rappresenta la reale “risorsa vincente”, non governata dalla dirigenza, ma oppressa e stressata dal mito del conseguimento ad ogni costo di obiettivi produttivi e finanziari non solo sfidanti, ma spesso irrealistici.
Il Governo, l’attuale Ministro delle Finanze, i Direttori delle Agenzie, le Confederazioni sindacali, tutti insieme si sono dimenticati del perché ci siamo trasformati in Agenzie fiscali e del perché noi, prima e più degli altri, svolgiamo una specifica funzione costituzionale. Forse una delle tante ragioni di quanto sopra risiede in una assenza di cultura della legalità fiscale, o forse anche nella eccessiva invadenza della governance della politica sull’Amministrazione attiva o, forse ancora, in una generale precarizzazione della classe dirigenziale e nell’aberrante degrado patologico degli incarichi fiduciari, per cui più nessuno è autonomo nello svolgimento della mission istituzionale. Certo, la sopravvenuta ma prevista crisi finanziaria ha aggravato il quadro di cui sopra, riducendoci a capro espiatorio di una mala gestio pubblica, a noi non ascrivibile. Abbiamo reagito aprendo una puntuale vertenza fiscale che continuerà se l’incontro del 2 agosto p.v. non offrirà adeguate garanzie salariali, per tutti noi . Guiderò l’incontro di cui sopra e saprò tutelarvi, ancorché sviluppantesi in un quadro riformistico abrogativo di molti diritti e garanzie, sindacali e contrattuali che, coniugati con una grave vertenza salariale di difficile soluzione, non consente a nessuno di formulare pronostici. Una cosa è certa: noi vogliamo lavorare meglio e sempre di più, ma vogliamo essere ben pagati ed avere garanzie di percorsi professionali che ripaghino adeguatamente la nostra alta professionalità. Basta con i conflitti generazionali, basta con la giungla retributiva, basta con le penalizzazioni pensionistiche, basta con le strategie antisindacali. Il sindacato nell’AF è presidio di democrazia e trasparenza, chi lo osteggia ha qualcosa da nascondere o peggio sogna una gestione autoritaria e centralistica, scevra da relazioni sindacali, all’ombra dell’alibi di determinate sopravvenute normative. Avrà pane per i suoi denti ma, attenzione, solo uniti e fedeli alla causa comune si potrà sostenere uno scontro che è storico, strutturale e normativo e che è condotto da Parte pubblica spesso con scorrettezza e con armi improprie. Siamo comunque sereni, determinati, convinti di essere nel giusto per il rispetto che vogliamo portarci, per i nostri figli e per il nostro Paese, che necessita di un Fisco ben diverso dall’attuale, più che mai iniquo, ipocrita e settario e che ha contribuito ai risultati dell’attuale crisi economico-finanziaria, mal gestita dalla recente manovra correttiva, oramai purtroppo per noi legge dello Stato, ma che sapremo contrastare, viste le risorse finanziarie presenti nei bilanci delle Agenzie fiscali. Combatteremo sempre più uniti, cercando sinergie con le altre Federazioni ove possibile e sapremo valorizzare il quid pluris rappresentato dalla circostanza che dipenderà dal nostro lavoro il successo della citata recente manovra correttiva. Lavorerò ancora per Voi, profondamente motivato a respingere le caste che vogliono governare l’AF, ma oggi desidero salutarVi con un grande sorriso, perché il futuro non può che essere nostro. Sappiate ritemprarVi con la certezza che, laddove la Segreteria Generale ed io lavoreremo ai tavoli nazionali a Roma anche ad Agosto, per portare a casa alcuni obiettivi rivendicativi, specie in materia di salario accessorio e passaggi d’area, a settembre scriveremo con la nostra vertenza una strategica parte della storia dell’AF, senza subirla, come invece qualcuno auspica. |
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Notiziario n. 384 del 29 luglio 2010


